14 Dicembre 2021

Golden Globes 2022 – Le nomination seriali, più angosce e commenti di Diego Castelli

Il prossimo 9 gennaio verranno consegnati i Golden Globes 2022, e ad annunciare le nomination è stato Snoop Dog. La vita sta sempre stupire

Nel seguire i due principali premi americani per la televisione, cioè gli Emmy e i Golden Globes (che sono anche cinematografici, ma ci siamo capiti), succedono sempre strani miscugli: le due statuette vengono tradizionalmente consegnate a pochi mesi di distanza l’una dall’altra, gli Emmy a inizio autunno e i Globes nei primi giorni dell’anno nuovo (quelli del 2022 verranno annunciati il prossimo 9 gennaio), e quindi non si fa in tempo ad avere un completo ricambio dei candidati. Per esempio, una serie può candidare una specifica stagione agli Emmy e poi ai Golden Globes, trovando però sfidanti diversi nei due eventi perché nel frattempo sono uscite altre serie che agli Emmy non esistevano ancora, mentre ai Globes sì. E le serie che hanno “fatto in tempo” ad apparire ai Globes, potrebbero poi arrivare anche agli Emmy, dove intanto potremmo trovare le nuove stagioni delle serie che, nell’esempio precedente, consideravamo “le prime”.

Per fare un esempio concreto e non farci sanguinare il naso, possiamo considerare Ted Lasso: l’amatissima serie di Apple TV+ ha trionfato agli Emmy dello scorso settembre, e ora la ritroviamo ancora in nomination, contro nuove sfidanti. Si tratta però di stagioni diverse: la Ted Lasso premiata tre mesi fa era quella della prima stagione (che a febbraio 2021 aveva ricevuto un Globe per l’interpretazione di Jason Sudeikis), mentre le nomination che troviamo qui sotto, relative ai Golden Globes 2022, si riferiscono alla seconda. Di fatto, i Golden Globes sono considerati il primo premio dell’anno, con gli Emmy a seguire, ma la vicinanza fra gli Emmy e la successiva edizione dei Golden Globes (e considerando che gli Emmy si consegnano all’inizio dell'”anno televisivo”, che inizia dopo l’estate), fa sì che spesso nella nostra percezione ci siano gli Emmy al primo posto in ordine cronologico.

Unite a questo la confusione ormai totale nelle date di uscita delle serie tv, con serie bellissime che escono anche d’estate (cosa che fino a non moltissimi anni fa non accadeva) e le piattaforme di streaming che vomitano fuori contenuti senza alcuna sosta, ed ecco che districarsi in questa matassa diventa sempre più complicato.
Fatta tutta questa premessa, che aveva soprattutto lo scopo di condividere un po’ dell’angoscia che sempre ci prende in questi casi, possiamo serenamente fingere che sia tutto a posto e tutto comprensibile, passando ad elencare i candidati seriali ai Golden Globes 2022, annunciati da Snoop Dog lo scorso 13 dicembre.
Da Snoop Dog.
Boh, ok.



Best Television Series, Drama
“Lupin” (Netflix)
“The Morning Show” (Apple TV Plus)
“Pose” (FX)
“Squid Game” (Netflix)
“Succession” (HBO/HBO Max)

Ci troviamo subito a dover commentare il fenomeno Squid Game: basteranno il suo potere mediatico, il valore anche simbolico dell’ascesa seriale coreana, e la massa di spettatori che ha saputo muovere, a garantirgli anche la conquista di premi importanti? Vedremo. A guardare questa cinquina non è neanche escluso che se la meriti, la statuetta, visto che Lupin non sappiamo perché sia qui (probabilmente si deve solo ai muscoli di Netflix in fase di spinta dei suoi prodotti con i giornalisti), la seconda stagione di The Morning Show è largamente inferiore alla prima, e Succession sembra l’unica vera concorrente perché… beh, è Succession.

Best Television Series, Musical or Comedy
“The Great” (Hulu) 
“Hacks” (HBO/HBO Max)
“Only Murders in the Building” (Hulu)
“Reservation Dogs” (FX on Hulu) 
“Ted Lasso” (Apple TV Plus)

Eccoci qui, come si diceva, a parlare della seconda stagione di Ted Lasso pochi mesi dopo aver gioito per i premi dati alla prima. Io so che qui il Villa forse voterebbe Only Murders in The Building, che ha adorato profondamente, e non è escluso che si porti a casa tutti i premi per cui è candidata. Io però avevo intitolato la recensione della seconda stagione di Ted Lasso con un “datele tutti gli Emmy che avete”, e la cosa vale anche per Globes. Considerando però la natura birichina di questo premio, che spesso ci tiene a stupire con vittore inaspettate, non escludiamo nemmeno Reservation Dogs, che sarebbe una candidata proprio “da Globes”.

Best Performance by an Actor in a Television Series, Drama
Brian Cox (“Succession”)
Lee Jung-jae (“Squid Game”)
Billy Porter (“Pose”)
Jeremy Strong (“Succession”)
Omar Sy (“Lupin)

Anche qui voglio vedere all’opera il peso di Squid Game, che almeno un premio se lo dovrà pure portare a casa. Io però, ogni volta che vedo Jeremy Strong candidato a qualcosa, fosse anche al ruolo di amministratore di condominio, voterei lui. Ma i Globes, premi spesso più politicamente impegnati e progressisti (o anche finto-tali), potrebbero premiare Billy Porter, che comunque è bravissimo e non reciterà più in Pose, serie ormai conclusa.

Best Performance by an Actress in a Television Series, Drama
Uzo Aduba (“In Treatment”)
Jennifer Aniston (“The Morning Show”)
Christine Baranski (“The Good Fight”)
Elisabeth Moss (“The Handmaid’s Tale”)
Michaela Jaé Rodriguez (“Pose”)

Anche qui c’è un tema politico non indifferente, che potrebbe spingere alla vittoria di MJ Rodriguez (non vorrei dire una stupidata, ma credo sarebbe la prima donna trans a vincere), ma in cuor mio vorrei vedere premiata Jennifer Aniston, secondo me una delle poche cose davvero buone e inossidabili della seconda stagione di The Morning Show.

Best Television Actor, Musical / Comedy Series
Anthony Anderson (“Black-ish”)
Nicholas Hoult (“The Great”)
Steve Martin (“Only Murders in the Building”)
Martin Short (“Only Murders in the Building”)
Jason Sudeikis (“Ted Lasso”)

Anche qui, bella lotta: da una parte c’è Jason Sudeikis, che nella seconda stagione di Ted Lasso mi è parso perfino più bravo che nella prima. Ma che un Golden Globe vada due anni di fila alla stessa persona nello stesso ruolo è abbastanza raro. I due avversari più agguerriti sono naturalmente i grandi vecchi Steve Martin e Martin Short, anche per ragioni di cabala: Steve Martin è stato candidato cinque volte ai Globes e non ha mai vinto, mentre Short non ha mai ricevuto neanche una nomination. Sento già la dita dei giornalisti che prudono.

Best Actress in a TV Series, Musical or Comedy
Hannah Einbinder (“Hacks”)
Elle Fanning (“The Great”)
Issa Rae (“Insecure”)
Tracee Ellis Ross (“Black-ish”)
Jean Smart (“Hacks”)

Con Jean Smart non facciamo confusione: di Hacks c’è una sola stagione, ha già vinto l’Emmy, sappiamo di cosa stiamo parlando. Mi chiedo però se la splendida Elle Fanning della seconda stagione di The Great possa comunque darle fastidio.

Best Limited Series, Anthology Series or a Motion Picture made for Television
“Dopesick” (Hulu)
“Impeachment: American Crime Story” (FX)
“Maid” (Netflix) 
“Mare of Easttown” (HBO/HBO Max)
“The Underground Railroad” (Amazon Prime Video)

Questa è forse la categoria più combattuta di tutte. Stiamo parlando di cinque serie molto diverse, ma tutte a loro modo straordinarie. Se guardiamo la nostra classifica, dovremmo dare per vincente Mare of Easttown, ma la forza mediatica, culturale e politica di serie come Dopesick, American Crime Story e Maid non può essere in alcun modo sottovalutata. Se poi consideriamo che The Underground Railroad, oltre alla carta-qualità, gioca pure quella razziale, non so davvero come uscire da questo pronostico.

Best Performance by an Actor, Limited Series, Anthology Series or Motion Picture made for Television
Paul Bettany (“WandaVision”)
Oscar Isaac (“Scenes From a Marriage”)
Michael Keaton (“Dopesick”)
Ewan McGregor (“Halston”)
Tahar Rahim (“The Serpent”)

Per me in questa categoria ci sono solo due sfidanti “veri”: Oscar Isaac e Michael Keaton. E forse, per un’incollatura, darei la statuetta a Keaton, veramente commovente in Dopesick.

Best Performance by an Actress, Limited Series, Anthology Series or a Motion Picture made for Television
Jessica Chastain (“Scenes From a Marriage”)
Cynthia Erivo (“Genius: Aretha”) 
Elizabeth Olsen (“WandaVision“) 
Margaret Qualley (“Maid”) 
Kate Winslet (“Mare of Easttown”)

Anche in questo caso grande lotta, soprattutto per il trio Winslet-Chastain-Qualley. Alla fine, pistola alla tempia, io voterei Margaret Qualley. E dopo aver votato, prenderei la pistola, me la ripunterei alla testa e chiederei di votare Kate Winslet, e via così in un loop infinito.

Best Supporting Actor, Television
Billy Crudup (“The Morning Show”)
Kieran Culkin (“Succession”)
Mark Duplass (“The Morning Show”)
Brett Goldstein (“Ted Lasso”)
O Yeong-su (“Squid Game”)

Per me qui ci sono solo due contendenti: Kieran Culkin e Brett Goldstein. Forse lo darei a Caulkin perché è già alla terza nomination senza vincere. Poverino, diamogli una gioia.

Best Supporting Actress, Television
Jennifer Coolidge (“White Lotus”)
Kaitlyn Dever (“Dopesick”)
Andie MacDowell (“Maid”)
Sarah Snook (“Succession”)
Hannah Waddingham (“Ted Lasso”)

Rammaricandomi per il fatto che White Lotus non ha ricevuto qualche nomination in più, in questa categoria io voto ancora Dopesick: l’interpretazione malata, sconvolta, depressa, potentissima di Kaitlyn Dever è una roba che non dimenticherò per parecchio tempo.



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