Nocturne – Un thriller di nomi grossi di Diego Castelli
Liev Schreiber e Stephen Graham guidano una serie piena di gente torbida e presa male
Ci sono molti momenti spartiacque nella storia della narrazione audiovisiva, momenti da “prima e dopo” che segnano il loro tempo e anche quelli a venire. Singoli prodotti, se non addirittura singole scene, che poi vengono assimilate e ricopiate, citate, rimasticate da tante narrazioni successive, improvvisamente ossessionate da questa o quella invenzione.
È successo con la fantascienza post-Matrix, con i twist da “personaggio che non esiste” dopo Il Sesto Senso, con il western dopo Sergio Leone, e chissà quanti altri ne potremmo trovare.
Certamente, uno di questi momenti spartiacque è l’uscita de Il Silenzio degli Innocenti, il film di Jonathan Demme tratto dal romanzo di Thomas Harris, in cui lo straordinario Hannibal Lecter di Anthony Hopkins sarebbe diventato la base di molte incarnazioni successive del killer carismatico, il pazzo seducente con cui avere un rapporto ambiguo, profittevole e insieme pericoloso, il mostro di cui tutti dovremmo avere paura, ma che invece esercita su di noi un fascino irresistibile.
Magari Nocturne, nuova serie di Apple TV creata da Rowan Joffé, non è una figlia diretta de Il Silenzio degli Innocenti, ma per lo meno una nipote, perché anche in questo caso abbiamo un pericoloso serial killer già carcerato ma che va interpellato e avvicinato per risolvere un caso rimasto ancora aperto.
E anche in questo caso, per raccontare questa storia vengono chiamati nomi di un certo peso.

Il killer in questione di chiama Jurek Walter ed è interpretato da Stephen Graham, già vincitore di tre Emmy per Adolescence, di cui era autore e co-protagonista. Walter è rinchiuso in una prigione/ospedale psichiatrico di massima sicurezza, un luogo in cui ha teoricamente pochissimo contatto con l’esterno, ma dal quale riesce comunque ad avere una certa, sottile influenza sulle persone che hanno a che fare con lui, come infermieri, medici, guardie.
A contribuire alla sua incarcerazione era stato Jonah Lynn, ex soldato ed ex detective, interpretato dall’altrettanto bravo Liev Schreiber (il Ray Donovan dell’omonima serie), che ora si è mezzo ritirato e gestisce propri traumi personali.
Sembrerebbe tutto in un equilibrio precario ma stabile, se non fosse per la ricomparsa di un ragazzino sparito tre anni prima insieme alla sorella (tuttora nascosta da qualche parte), che ribalta la placida tranquillità della classica cittadina di provincia e rimette in campo sia Jurek che Johan, in un gioco di astuzie, inganni e schizofrenia.
A completare il quadro ci sono altre facce note come Chrissy Metz di This is Us (interpreta al madre dei ragazzini scomparsi), Rory Culkin (fratello minore di Macaulay e Kieran, hanno tutti la stessa faccia), Zazie Beetz di Atlanta (interpreta un’agenta infiltrata e parente di Jonah), Poorna Jagannathan (l’abbiamo vista di recente in Lanterns) nei panni di una detective dell’FBI che prova a guidare l’indagine con mano ferma ma anche una discreta malleabilità, non usuale per i classici agenti federali da serie tv.

Nocturne è un thriller puro, e nei due episodi disponibili al momento di scrivere questa recensione non maschera minimamente la sua intenzione primaria: creare suspense, attesa, tensione, lavorando su più piani diversi. L’indagine sui ragazzi scomparsi è solo un pezzo del puzzle ansiogeno, perché poi c’è il tentativo (per noi palese) di Jurek Walter di manipolare le persone che ha intorno per tentare di fuggire, ma anche le vite personali di Jonah e Saga (l’infiltrata).
Non c’è spazio per chissà quale leggerezza, in Nocturne, che invece punta subito su un’atmosfera pesante, oppressiva, claustrofobica, in cui ogni personaggio deve mettere in campo tutte le sue risorse per non annaspare in una situazione spinosa in cui in ballo non c’è solo la sopravvivenza di una ragazzina, ma anche la gestione del pericolo oscuro e inquietante rappresentato da Walter.
In questo contesto, al netto di una sceneggiatura solida ma che deve ancora esprimere tutto il suo potenziale (il secondo episodio termina con un cliffhanger interessante in termini di enigma, ma ovviamente tutto può ancora andare bene o male), a fare le differenza può davvero essere il carisma del cast.
Da questo punto di vista, non ci serve vedere anche gli altri episodi per sapere che Schreiber e Graham sono due garanzie, attori rocciosi e intensi da sempre capaci di costruire personaggi complessati, problematici, ruvidi e, all’occorrenza, inquietanti. Ma è tutto il cast a sembrare preciso, perché l’irrequietezza di Zazie Beetz è perfetta per Saga, così come il volto fanciullesco e tremolante di Culkin è adattissimo alle fragilità del giovane infermiere Karl Anders.

Insomma, i primi due episodi di Nocturne funzionano, hanno peso, presenza, atmosfera, e lasciano l’impressione di avere qualcosa di forte da raccontare, anche se non sembrano voler uscire da un solco di genere già ampiamente tracciato. Ma questo non è mai un limite in sé e per sé, raccontare bene una storia di genere non è comunque cosa che sappiano fare sempre tutti.
Un potenziale limite, in storie come questa, riguarda proprio il rapporto dei protagonisti con il serial killer. C’è un equilibrio sottile che devono tenere la sceneggiatura e la recitazione, un equilibrio fra la sensazione di pericolosità emanata dal cattivo, ma anche la sua capacità di farsi seducente per almeno una parte dei personaggi che ha intorno. Se sembra troppo pericoloso, diventa ridicolo vedere i personaggi che ci cascano; se sembra troppo tenero, non ci fa abbastanza paura.
All’epoca, Anthony Hopkins funzionò perché era palesemente pericoloso, ma anche evidentemente utile, e bravo a fare lo psichiatra. Con lo Jurek Walter di Stephen Graham si segue una strada un po’ diversa, mostrando la sua capacità di far innervosire i suoi nemici, e ammaliare certe vittime più fragili.
Nei primi due episodi mi sembra che il gioco funzioni, vedremo cosa succederà nelle prossime settimane.
Ma la voglia di scoprirlo c’è.
Perché seguire Nocturne: per il carisma dei protagonista e una bella atmosfera di tensione.
Perché mollare Nocturne: il gioco alla Hannibal Lecter potrebbe anche svaccare ed è difficile prevederlo ora.

