22 Novembre 2010 1 commenti

Tassonomia della guest star (Parte 1) di Diego Castelli

Ovvero: come passare da una innocente curiosità a un mondo vastissimo

Copertina, I perché del mondo, On Air

L’altro giorno ammiravo Gwyneth Paltrow in Glee (bella e brava anche quando deve cantare e ballare), e mi è venuto in mente di fare un post sulle guest star. L’idea era quella di snocciolarvi una precisa categorizzazione, attraverso etichette facilmente consultabili, per una comprensione piena e soddisfacente del fenomeno.
Come, quando, perché e in che modalità un “volto noto” compare in una serie, stuzzicando gli occhi dello spettatore.

Signori, non ci avessi mai pensato! Per analizzare seriamente la pratica del guest starring  (esisterà questo termine? Ma poi, che me ne frega?) bisognerebbe scriverci un libro, o almeno costruirci sopra un corso universitario.

La cosa migliore da fare era lasciar perdere, ma ho deciso di lanciarvi comunque qualche suggestione. Non per aprire e chiudere la questione (come pensavo all’inizio), ma per aprirla e basta, conscio che qui ci sarebbe da scrivere per tre giorni. Darò solo una spintarella alle vostre giovani menti, lasciando che poi vaghino libere in ogni direzione…

Oggi cominciamo con una serie di macro-suddivisioni che potrebbero rappresentare la base di un discorso di questo tipo. Per dare una patina di rigore al tutto, indicherò il numero della stagione e dell’episodio in cui compare la guest star, e darò alle categorie dei nomi fintamente scientifici, in realtà inventati da me medesimo in modo abbastanza goffo.

Guest star auto-impersonanti VS guest star etero-impersonanti
Spesso un “famoso” viene chiamato a mettere il proprio nome in gioco, come Lady Gaga che va a cantare in Gossip Girl (nei panni, appunto, di sé stessa, 3×10), oppure Nelly Furtado che cinguetta I’m Like a Bird in Roswell (2×19). Altre volte la star interpreta un personaggio di finzione: per rimanere sulla stessa serie, Gossip Girl ha ospitato per un certo periodo Hilary Duff (3×4-10), che però non faceva Hilary Duff! The Big Bang Theory , da quella genialata che è, mostra poi alcuni esempi “spuri”, al confine tra le due categorie: Will Wheaton, interprete di Star Trek: The Next Generation, appare più volte come sé stesso (3×05), ma in una versione “cattiva” che probabilmente non corrisponde alla realtà. Stesso discorso per Katee Sackhoff di Battlestar Galactica, che si presenta col suo nome (3×09), ma solo nei sogni/visioni di Howard (quindi non come persona fisica, né tantomeno come “attrice”).

Guest star telefilmiche VS guest star crossmediali
Alcune guest star vengono dai telefilm, sono cioè diventate famose nella serialità televisiva, mentre altre sono note per motivi diversi (il cinema, lo sport, la musica). Quando Lisa Kudrow fa l’estetista in Cougar Town (1×11), è lì soprattutto in quanto ex-Phoebe di Friends, mentre la succitata Gwyneth Paltrow entra in Glee con addosso la magica aura del cinema. Discorso simile per Stan Lee, il mitico autore di fumetti, padre tra gli altri di Spider-Man e degli X-Men, apparso in The Big Bang Theory nei panni di uno scazzatissimo sé stesso (3×16).

Guest star tematiche VS guest star a-tematiche (dette anche “a cazzo”)
La scelta del vip di turno può avvenire seguendo una qualche logica legata alle atmosfere principali della serie, oppure per motivi che nulla hanno a che fare con le situazioni e i temi trattati dallo show. Diverse puntate di ER ospitarono Alan Alda (6×3-7), nella parte di un dottore leggendario ma ormai malato. E Alda era conosciuto dal pubblico grazie a M*A*S*H*, uno dei telefilm simbolo degli anni Settanta, dove interpretava appunto un medico impegnato nella Guerra di Corea. Al contrario, molte ex-bambine si staranno ancora chiedendo cosa diavolo ci è andato a fare The Rock in Hannah Montana (2×17)

Guest star sincroniche (o “improvvise”) VS guest star diacroniche (o “dal passato”)
Altra dicotomia classica è quella tra le guest star che non hanno mai partecipato prima alla serie in cui appaiono, contrapposte alle guest star che sono tali in quanto vecchie protagoniste dello show, ormai dedite ad altro. Nel primo caso la serie punta semplicemente a far parlare di sé; nel secondo, invece, siamo di fronte a una sorta di operazione-nostalgia, con la quale autori e produttori provano a riannodare i fili del passato in un momento votato alla lacrimuccia. Moltissimi gli esempi del primo caso, da Danny De Vito che va a fare lo stripper in Friends (10×11, ho ancora gli incubi…), a Lindsay Lohan nei panni di quella stron… cattivella di Kimmie Keegan in Ugly Betty (2×18), passando per un’ospitata invisibile ma ugualmente pesante e apprezzatissima, quella di Quentin Tarantino (5×24-25) come regista di CSI (e comunque era già stato il cattivissimo McKenas Cole in Alias). Anche le guest star diacroniche sono comunque frequentissime, e la prima che mi viene in mente è George Clooney, che dopo aver dato e ricevuto successo con ER, si è ripresentato un paio di volte diverse stagioni dopo la sua partenza (e la prima volta, nell’episodio Such Sweet Sorrow, 6×21, in occasione dell’addio di Julianna Margulies, eravamo lì ad aspettarlo come fosse il messia).

Queste sono le prime quattro grandi dicotomie che ho riscontrato. Ma di certo non sono le uniche possibili, e ovviamente si intersecano tra di loro in vari modi (Stan Lee è certamente una guest star crossmediale, perché viene dal fumetto, ma allo stesso tempo è una guest star auto-impersonante).
Non abbiate paura di suggerire nuove ipotesi, produciamo un po’ di cultura!

Andando oltre, ci sarebbe da analizzare il fenomeno del guest starring non come elenco di suddivisioni, ma come individuazione di singole categorie. Per questo, si potrebbe parlare di guest star luccicanti, guest star amicali, guest star sinergiche, guest star riconoscenti, guest star sepolcrali e guest star che-non-sapevano-di-esserlo.
Ma ne riparleremo tra un paio di giorni. Intanto suggerite, che qui è tutto meravigliosamente in progress! :-D

PS Ringraziamo Giulia, che si ricordava cose come The Rock in Hannah Montana. Come e quanto questa cosa abbia devastato la sua infanzia, non è dato sapere. Rispettiamo la sua privacy…



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