16 Ottobre 2014 8 commenti

Bad Judge – Kate Walsh, tu meriti di più di Marco Villa

Sopra Bad Judge incombe la gigantesca scritta NO

Copertina, Pilot

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Io ho una certa passione per Kate Walsh, fin dai tempi in cui era palesemente la più bella e più figa di tutte in Grey’s Anatomy, nonostante il suo inutile marito le preferisse l’insostenibile Meredith. In Grey’s Anatomy aveva un personaggio bello in una serie (ai tempi) bella. Poi è passata a Private Practice, con un personaggio bello in una serie brutta. Bad Judge completa la sua discesa agli inferi: personaggio brutto e serie brutta.

Bad Judge è la nuova comedy di NBC e va in onda dal 2 ottobre. Creata da Chad Cultgen e Anna Heche (sì, proprio quella) racconta la storia di Rebecca Wright, una giudice super yeah bella zia what the fuck con una vita personale totalmente a caso e un modo tutto suo di interpretare il ruolo di giudice.

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Per dire: è una che si fa un test di gravidanza e controlla il risultato sullo scranno da giudice, per poi passare il robo di plastica al poliziotto che le fa da assistente in tribunale. Lo stesso poliziotto, per inciso, che pochi minuti dopo la beccherà mezza nuda sulla scrivania, con il suo trombamico addosso. Tutto questo nell’arco di cinque minuti di pilot, prima e dopo l’udienza. Ecco, l’udienza: con un pre un post di questo tipo, ovviamente l’udienza non può essere seria e per fortuna non lo è. Imputato del giorno è un tizio poligamo, interpretato da Chris Parnell, l’indimenticabile Dr. Leo Spaceman di 30 Rock (dio quanto mi manca 30 Rock!). Tutto il processo, condanna compresa, è impregnato di una simpatica follia talmente artificiosa da ricordare la locura caldeggiata dagli sceneggiatori di Boris (dio quanto mi manca Boris!).

Quindi: un giudice pazzerello, dei processi pazzerelli in un mondo simpaticamente pazzerello? Eh no, perché il mondo è normale. Mi spiego: in una serie come Parks and Recreation o Community accettiamo che succedano cose idiotissime e assurde perché tutto quel mondo è idiotissimo e assurdo. Non c’è un personaggio che agisca in modo razionale, sono tutti surreali e questo ci fa accettare qualsiasi cosa. Si tratta pur sempre di sospensione dell’incredulità, che non riguarda solo i fantasy o i film d’azione. Il mondo di Bad Judge non è così: gli avvocati dell’udienza di cui sopra, il capo della protagonista, ma anche il suo trombamico sono persone normali. L’universo di Bad Judge è un universo razionale, in cui si muove un personaggio totalmente irreale che, per giunta, ha un ruolo di estrema serietà come quello del giudice. Ok, è una comedy e non un drama, però le cose comunque non tornano.

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E il secondo motivo per cui non tornano è che Bad Judge non fa ridere. Giusto un paio di sorrisi in alcune scene e poco più. Applausi per aver scelto di evitare la sitcom multicamera con risate annesse, ma questo sforzo non vale da solo la sufficienza. Bad Judge, insomma, è la serie che conclude la parabola discendente di Kate Walsh e che probabilmente finirà con una chiusura anticipata. Daje Kate, tu vali di più. Io credo, risorgerai.

Perché seguirla: solo ed esclusivamente per Kateona nostra

Perché mollarla: perché è proprio sbagliata a livello di scrittura

 



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