13 Settembre 2021

Serial Moments 492 – Dal 5 al 11 settembre 2021 di Diego Castelli

Preti cannibali, allenatori fragili, nipoti stragisti

ATTENZIONE! SPOILER MOLTO META DI MIRACLE WORKERS, WHAT IF…?, MR. CORMAN, TED LASSO, RICK AND MORTY

5.Miracle Workers 3×09 – Cannibali
Puntata molto furba e divertente che unisce una certa ironia antitrumpiana (o più in generale “anti-votare gli idioti solo perché sembrano patriottici”) con un delizioso grottesco nel ribaltamento della consueta dinamica fra Zeke e Benny: normalmente quest’ultimo è il delinquente senza morale che il povero prete Zeke deve riportare sulla retta via, mentre in questo caso è proprio Benny che cerca di impedire a Zeke di diventare un vero e proprio cannibale, convincendolo a ritrovare fiducia in Dio e nell’umanità. Il fatto poi che il cannibalismo effettivamente ci sia, l’ho trovato un tocco di classe (anche se per fortuna si sono limitati a mangiare un tizio già morto).

4.What if…? 1×05 – Super-zombie
Dopo aver recensito la serie una volta viste quattro puntate, devo dire che il quinto episodio di What if…? è diventato rapidamente il mio preferito. Ispirato a una specifica serie a fumetti in cui tutti i principali eroi Marvel diventavano zombie (scritta nel 2005 dal papà di The Walking Dead, Robert Kirkman), questo episodio unisce la solita epica guerresca ad alcune specifiche idee di messa in scena (come quella di lasciare agli eroi-zombie la capacità di usare i loro poteri e abilità) che in termini spettacoli funzionano benissimo. Il risultato è un racconto straniante, divertente ma anche particolarmente malinconico, anche se in qualche caso (come nel duello fra il Soldato D’Inverno e Capitan America) il peso emotivo dello scontro si sente meno di quello che sarebbe lecito aspettarsi da una situazione del genere, con quei due personaggi coinvolti. Però son 35 minuti per raccontare un sacco di cose, glielo abbuoniamo.



3.Mr. Corman 1×07 – Molti mondi
Il settimo episodio di Mr. Corman è il più onirico e surreale finora e ci mette poco, dopo un inizio che per un attimo sembra un vero flashback, a mostrare la sua vera natura: quello che vediamo sono molte versioni possibili della vita del protagonista, in cui il personaggio di Joseph Gordon-Levitt è spesso l’unico essere “realistico” dell’inquadratura, e in cui immancabilmente il pover signor Corman si dimostra capace di rovinare o non apprezzare le fortune che gli capitano.
Non c’è cornice narrativa che inserisca l’episodio nel flusso della serie regolare, non è insomma un sogno che inizia con il sonno e finisce con il risveglio. È invece una finestra su una realtà psicologica che ci viene mostrata come danneggiata e autosabotante a prescindere dal contesto, come a dire che l’insoddisfazione esistenziale del protagonista non deriva dalla specifica situazione in cui si trova, ma da un problema suo personale indipendente dall’ambiente esterno. Il tutto fra scenografie cartonate, facce di Putin che spuntano a caso, e il muoversi di un umano in carne e ossa in un mondo da fumetto in cui ogni limite resta sfumato e indecidibile.
Mr. Corman resta una serie decisamente non per tutti, che può anche risultare “troppo”. Però ha uno stile e una consapevolezza invidiabili, sa quello che vuole fare e lo fa a prescindere dagli applausi che potrebbe ricevere o meno.

2.Ted Lasso 2×08 – Cuori gonfi
Non ho più aggettivi per Ted Lasso, che questa settimana si presenta con un episodio da 45 minuti di cui mi sono bevuto ogni secondo come se fosse acqua fresca in una giornata afosa. Ho letto qualche vostro commento di settimana scorsa, sul rischio che la serie stesse diventando troppo stucchevole. Non sono d’accordo, ma naturalmente è un’opinione legittima e capisco i motivi della perplessità. Perplessità che però mi sembra ulteriormente spazzata via da un episodio come questo, che trova ancora una volta un equilibrio perfetto fra le sue sottotrame più leggere e pucciose (l’amore che finalmente sboccia “dal vivo” fra Rebecca e Sam, oppure la questione delle parolacce della nipote di Roy), e quelle che salgono di tono mostrando tutto il loro lato serio (la rivelazione sul padre suicida di Ted; lo scontro fra Jamie e il suo, di padre, che si conclude con un pugno e con l’abbraccio di Roy; le fragilità della stessa dottoressa Fieldstone). Il tutto corredato dall’ennesima, bruciante sconfitta per il Richmond, in una storia che è sì molto “buona”, ma che continua a non indulgere nella classica epica sportiva americana. Immagino che l’idea sia quella di far arrivare una vittoria importante solo quando tutti ma proprio tutti i personaggi avranno trovato una quadra con i loro problemi personali, unendo la filosofia di base di Ted Lasso (vincere non conta quanto essere felici) con la scoperta che la vera vittoria (metaforica, che diventerà fattuale nella serie) si ottiene quando quella felicità poggia sulla base di un vero equilibrio e non solo su frasi fatte auto-ripetute per convincersi.
Più in generale, continuo a gioire di una serie capace di divertire in modo genuino, coltivando però un amore assoluto per i propri personaggi, amore che si vede proprio nella volontà di dargli uno spessore che sia realmente umano al di là delle rigidità proprie della commedia. E se mi chiedete di scegliere un solo serial moment, ne scelgo comunque due: Roy che abbraccia Jamie, e Sam che si presenta a casa di Rebecca e se la limona duro. C’ho il cuore tutto gonfio.

1,Rick and Morty 5×09-10 – Meta che più meta non si può
Il doppio finale della quinta stagione di Rick and Morty è, senza paura di sbagliare, eccezionale. A parte la consueta, mastodontica dose di idee, battute, invenzioni fantascientifiche, che sarebbe difficile riassumere qui (ma pure in un articolo dedicato), il tema vero è la capacità di ragionare ancora meglio del solito sulle forme della narrazione su cui la serie è costruita. In pratica, nel primo episodio vediamo l’ennesimo allontanamento dei due protagonisti, che vivono una relazione palesemente tossica e ogni tanto se ne ricordano, arrivando a dei momenti di separazione. Il passo in più viene compiuto nell’episodio successivo, quando torniamo alla famosa Cittadella dei Rick vista già nella prima stagione, dove il presidente è uno dei tanti Morty e dvove scopriamo due cose molto importanti: che la Cittadella funziona anche come una fabbrica di Morty, e che i Rick hanno “ingabbiato” tutti gli universi alternativi in cui Rick è effettivamente l’uomo più intelligente del mondo.
Quello che stiamo guardando non è altro che un ragionamento sulla serie stessa: per quanto la relazione fra Rick e Morty sia tossica e quindi dolorosa (soprattutto per Morty), quella relazione va avanti perché noi vogliamo che prosegua, perché la serie di chiama “Rick and Morty”, e prevede che quella relazione si replichi all’infinito per il nostro gusto. L’episodio si conclude con Evil Morty che distrugge tutti gli universi in cui quella relazione tossica esiste, e fugge verso un futuro che non vediamo, ma che si suppone essere Rick-free.
La verità è che sarebbe un ottimo finale di serie, ma sono ugualmente curioso di vedere come decideranno di riprendere da un episodio così “definitivo”, che arriva a guardare in faccia i suoi spettatori dicendo “ecco come funziono io, ecco come funzionate voi”.
PS e non dimentichiamo che abbiamo conosciuto il passato traumatico di Rick, che ha perso la moglie per colpa, ovviamente, di un altro Rick.



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