13 Dicembre 2021

Serial Moments 505 – Dal 5 al 11 dicembre 2021 di Diego Castelli

Vecchie glorie, vecchi amici e grandi cambiamenti

ATTENZIONE! SPOILER CON BOOST DI MAYOR OF KINGSTOWN, HAWKEYE, DEXTER: NEW BLOOD, DR. BRAIN, THE SEX LIVES OF COLLEGE GIRLS, THE SHRINK NEXT DOOR, SUCCESSION, LANDSCAPERS, AND JUST LIKE THAT

8.Mayor of Kingstown 1×05 – Razzismi
Forse prima scena da “buono vero” per Mike, che dopo aver portato Hakim, nipote di Bunny, alla partita di hockey, si trova a difenderlo da una mandria di padri razzisti che vorrebbe corcarlo di mazzate (e per quanto loro credano di volerlo menare per questioni sportive, è abbastanza palese che il colore della sua pelle sia un robusto incentivo). L’immagine di Mike che cerca di tenere a bada la folla con la mazza da hockey è roba che rimane in testa, e che fa anche pensare “ahhh, se solo avesse avuto arco e frecce invece della mazza…”, ma quello in realtà è Occhio di Falco, quindi niente.



7.Hawkeye 1×04 – Florence
Quarto episodio forse meno frizzante e vario del terzo, ma comunque meritevole di citazione per l’arrivo di Florence Pugh e della sua assassina Yelena Belova, che avevamo recentemente conosciuto in Black Widow. Nessuna notizia invece sul fronte Kingpin/Vincent D’Onofrio. Ci siamo sbagliati? Ci hanno ingannato?

6.Dexter: New Blood 1×05 – Batista
Impossibile non citare, anche solo per pura nostalgia, l’apparizione di Batista, che arriva direttamente dalla serie originale per parlare con la poliziotta fidanzata di Dexter, offrendole inconsapevolmente diversi indizi per cominciare a capire che “Jim”, in effetti, non è chi dice di essere.

5.Dr. Brain 1×06 – Is This The Real Life?
Buon finale per Dr. Brain, in cui Sewon riesce finalmente a salvare suo figlio grazie all’ultimo sacrificio della moglie, che decide di morire per permettere al marito di avere un accesso più libero alla sua memoria. A perdere sono i progetti di immortalità di Myung, che arriva a un passo dalla meta ma viene sconfitto all’ultimo secondo.
Oppure no? Perché nel finale vediamo Sewon insieme al figlio e al fantasma mentale della moglie, in una sorta di lieto fine aggiustato (lei è comunque morta) che ci lascerebbe un po’ di serenità, se non fosse per la ricomparsa dello stesso Myung: l’ipotesi più probabile è che Sewon, oltre ad assicurarsi la presenza nella sua mente dell’anima della moglie, sia finito con l’avere in testa anche quella di Myung (che già sarebbe una brutta cosa). Qualcuno ha anche ipotizzato che tutto il lieto fine sia finto, e che in realtà non si sia mai usciti dalla testa di Sewon, che sarebbe ancora lì attaccato alla macchina. Questa mi sembra un’ipotesi meno verosimile, ma alla fine il bello di storie come questa sta anche nel lasciare qualche ultimo dubbio finale.

4.The Sex Lives of College Girls 1×10 – Tutto giusto
Non avevo ancora potuto citare la nuova serie di Mindy Kaling nei Serial Moments, e ora la prima stagione è già finita. Ci tengo però a rendere omaggio a un ultimo episodio che, fra una battuta e l’altra, tira compiutamente le fila di tutte le storie delle quattro protagoniste, riuscendo a mantenere saldo quell’equilibrio fra commedia e serietà che alla fine si è dimostrato uno degli elementi più riusciti dello show. In particolare, mi è piaciuto il modo in cui la storia delle molestie a Bela non l’abbia mai trasformata in una vittima-e-basta, lasciandole lo spazio per combattere, emergere e cazzeggiare il giusto (magari anche trovare l’amore), e anche il modo in cui la vicenda legata all’omosessualità ancora non dichiarata di Leighton ci abbia raccontato un lato non sempre così approfondito del coming out, che non riguarda solo la paura di deludere o la vergogna di essere diversi da uno standard, ma anche il timore che, una volta dichiarata la propria natura, si finisca con l’essere identificati solo con le proprie preferenze sessuali, senza alcun interesse per tutto il resto.

3.The Shrink Next Door 1×07 – Rivincita
Penultimo episodio, e arriva il momento del riscatto. Marty finisce qualche giorno in ospedale per un’ernia, e Ike non va a trovarlo neanche una volta, cosa che comincia a incrinare la fiducia risposta dal protagonista nel suo (in)fido psichiatra. Nonostante questo, Ike riesce nuovamente a cavarsela con la parlantina, finché Marty non scopre il vero fattaccio: fregandosene delle indicazioni lasciate dall’amico, Ike ha dimenticato di accudire gli amati pesci di Marty, facendone così morire uno mentre lui continuava a trastullarsi con le sue feste a bordo piscina. Stavolta è troppo, e Marty sbrocca, distruggendo tutta la pacchianissima attrezzatura da pool party, trasferendo la compagnia in New Jersey (saggia decisione economica che Ike aveva osteggiato perché non voleva finire in provincia), e infine licenziando lo stesso psichiatra in una scena finale da applausi di sollievo. Manca solo un episodio in cui, immagino, ci sarà il vero e definitivo regolamento di conti fra i due. Ma tipo che spero che Ike muoia male. No anzi, no. Spero che diventi veramente povero.

2.Succession 3×08 – Veleni e piselli
In attesa di capire come è davvero finito questo episodio, visto che ci è quasi sembrato di vedere Ken che annegava in piscina sul materassino, ci sono almeno due serial moments evidenti da sottolineare. Il primo lo troviamo durante la cena fra lo stesso Kendall e il padre Logan: sospettando, ironicamente ma neanche troppo, che il figlio possa avergli avvelenato il cibo, Logan lo fa testare… dal nipote, in una manifestazione di sfiducia, cinismo, e pura malvagità disneyana, di fronte alla quale non si può che applaudire schifati. Il secondo invece riguarda l’invio per errore, da parte di Roman, di una dick pic allo stesso Logan, che l’aveva elogiato giusto un istante prima. Che è un po’ come dire che ok, Logan è un bastardo patentato, però non è che i figli si impegnino poi così tanto per sembrare esseri umani decenti (non tanto per la foto in sé, ma per il fatto, ora molto più rilevante di prima, che Roman quelle foto le sta mandando a una collega che non vuole riceverle).
Insomma, soliti quadretti edificanti.

1.Landscapers 1×01 – Cinema
Il Villa ha già scritto del (gagliardo) pilot di Landscapers, e in sede di serial moments potremmo citare diverse scene in cui la bravura di Olivia Colman e David Thewlis tocca vette enormi con apparente e disarmante semplicità. Io però vorrei sottolineare un dettaglio più “tecnico”, e cioè i continui richiami al cinema, con tanto di semi-allucinazioni in cui la protagonista Susan proietta se stessa e il marito in vari scenari da sogno hollywoodiano. Non si tratta solo di sfoggi di bravura registica e fotografica (che comunque avercene), ma anche di elementi che ci consentono di comprendere e vivere appieno la fragilità della mente di Susan, capace di auto-escludersi continuamente da una realtà che invece chiederebbe a gran voce un’attenzione ben diversa (anche solo perché hai sotterrato i tuoi genitori in giardino, così per dire).

FUORI CONCORSO

And Just Like That 1×01 – Big Change
Faccio uno strappissimo alla mia solita regola che impone di non citare nei moments serie che non abbiamo ancora recensito. Mi permetto però l’eccezione sia per l’importanza del serial moment che altrimenti non verrebbe registrato, sia perché And Just Like That, per certi versi, non è altro che una nuova stagione di Sex and The City, quindi tutto sommato vale lo stesso.
Fatta questa premessa, era davvero difficile non citare la morte di Big, personaggio storicissimo e importantissimo della serie, la cui dipartita ha perfettamente senso da tanti punti di vista (dare uno scossone a una storia altrimenti conclusa, permettere a Carrie, forse, di ributtarsi nella scena del dating dando a Sex and The City la possibilità di tornare a essere… Sex and The City, e via dicendo), ma dall’altra è anche una botta da cui non sarà facile riprendersi, tanto è vero che il secondo episodio – tutto incentrato sul funerale – è probabilmente quello più pesantone di sempre nella storia dello show. La sequenza è molto forte: ci si arriva per gradi, dando perfino modo a chi guarda di capire che si sta finendo proprio lì, e costruendo questo momento strappacuore in cui ci rendiamo conto che Big ha resistito all’infarto fino al momento di poter rivedere Carrie, per poi morire pochi istanti dopo.
Vedremo come evolverà. Preferisco non esprimermi troppo sul giudizio complessivo dei due episodi (ne riparliamo comunque meglio nel podcast in uscita alle 12 di oggi), ma la recensione la faremo fare a qualcun altro (anzi, altra): io e il Villa non ci sentiamo sufficientemente dentro la mitologia di SATC per parlarne con cognizione di causa.
PS La notizia buffa del giorno, in relazione alla morte di Big, è il crollo in borsa delle azioni della ditta produttrice della cyclette sopra la quale il personaggio ha avuto l’infarto. Pare che l’azienda non avesse saputo con anticipo dello sviluppo della trama, e quindi ha trovato il suo marchio associato alla morte di di Big, con un danno all’immagine per il quale ora vorrebbero fare causa. Personalmente non so dire se abbiano ragione o meno, però devo ammettere che quando Big s’è accasciato dopo l’allenamento, un “vedi che lo sport fa male” mi è effettivamente scappato. Però non è che non comprerei una cyclette solo perché c’è morto Big o perché improvvisamente penso davvero che faccia male. Non la compro perché sono pigro. La risposta dell’azienda non si è comunque fatta attendere, ed è arrivata sotto forma di uno spot eccezionale firmato Ryan Reynolds.



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