24 Marzo 2026

Imperfect Women – Bel cast e brutta scrittura di Diego Castelli

Su Apple Tv una serie che, nomi alla mano, denota una certa ambizione, ma si perde in banalità e veri e propri errori

Pilot

Chi segue Serial Minds da tempo sa che non amo scrivere recensioni negative. Non per chissà quale paura di far arrabbiare qualcuno, o perché non ci siano serie che se le meritano. Semplicemente, penso che spesso sia questione di prospettiva, ma soprattutto non ho il tempo di recensire tutte le serie di questo mondo, e penso che consigliare cosa vedere sia sempre meglio che mettere in guarda su cosa evitare.

Però poi ci sono settimane più mosce dove la serie fuffa te la trovi proprio fra le mani, e capita pure che quella serie fuffa abbia un cast che ti fa dire “ehi, ma questa non doveva essere una serie fuffa!”.
È il caso di Imperfect Women, nuovo show di Apple TV con un cast di tutto rispetto e una sceneggiatura che invece ha più di un problema.
Anche se forse qualche timore dovevamo averlo già dal titolo.

Creata da Annie Weisman (che per Apple Tv aveva già firmato la buona Physical), Imperfect Women racconta di due amiche, Eleanor e Mary, interpretate dall’ex Scandal Kerry Washington e dall’ex The Handmaid’s Tale Elisabeth Moss, alle prese col trauma della morte di una terza amica, Nancy, che ha il volto di Kate Mara ed era sposata con Robert, interpretato da Joel Kinnaman. A chiudere il parco dei volti noti c’è pure Corey Stoll nei panni del marito di Mary, una parte al momento piuttosto piccola per uno che normalmente ottiene ruoli di maggior rilievo, ma magari doveva arrotondare.

Se la trama sembra avvicinarsi a quella del recente How to Get to Heaven from Belfast di Netflix, il tono però è molto più cupo e ansiogeno, e la serie punta a essere sia un giallo-thriller in cui dobbiamo scoprire chi è l’assassino, sia un’esplorazione psicologica di un triangolo amicale che, fin dalle prime battute, ci appare più incasinato e morbosetto di quanto vorrebbe.

Sono “donne imperfette”, dopotutto, ma devo dire che il fatto che il titolo sia proprio quello, “Imperfect Women”, mi ha fatto storcere il naso fin da subito. Normalmente le serie tv di qualità, a meno di essere legate al nome di un personaggio specifico, cercano titoli più sottili ed evocativi. “The White Lotus” invece di “Americans on vacation”. “The Madison” invece di “People grieving in Montana”.
Poi certo, ci sono eccezioni felici come “Big Little Lies”, ma vedere una serie dedicata a donne imperfette chiamarsi “Donne Imperfette”, mi pareva il tentativo di andarci giù fin troppo piatti. E forse non era un timore infondato.

Con Kerry Washington ed Elisabeth Moss, Annie Weistein aveva fra le mani due fra le attrici più intense del panorama seriale. E non è sempre e solo un complimento, visto che nella loro carriera quell’intensità è talvolta sembrata una posa più che un elemento davvero coerente con la storia raccontata sullo schermo.
Il ragionamento vale soprattutto per Kerry Washington, che anche in questa serie, come nei momenti meno riusciti di Scandal, è in overacting abbastanza costante, perennemente sconvolta da emozioni apparentemente ingestibili che nascono sì da un trauma vero (la morte di una delle sue migliori amiche), ma a quanto pare la costringono a provare sempre e solo emozioni fortissime.

Mi concentro su di lei perché nei primi tre episodi (gli unici disponibili al momento di questa recensione) il suo ruolo è palesemente quello di protagonista, e nella sua storia arriva il più grosso difetto di questo esordio.
Facendo un minimo spoiler, possiamo dirci che fra Eleanor e il marito della morta c’è un certo feeling, che potrebbe diventare colpevole e peccaminoso, tanto più in un momento in cui c’è chi indaga sulla dipartita di Nancy.

Qui la sceneggiatura fa un errore grossolano. Nel tentativo di costruire un’attrazione fra Eleanor e Robert che dovrebbe suonare colpevole ma anche inesorabile e coinvolgente, la serie ci informa di questo feeling solo dopo la morte di Nancy, e in maniera piuttosto esplicita, con parole pronunciate dai personaggi.
Il risultato è che i due ci sembrano effettivamente due stronzi patentati, non possiamo in alcun modo tifare per loro, e anzi speriamo che siano colpevoli di qualcosa.
La gestione di queste informazioni andava gestita in maniera diversa: la potenziale attrazione doveva esserci mostrata prima, dovevamo capire che poteva esserci del tenero, sapendo però che era stato messo da parte per amore di Nancy. In questo modo, avremmo potuto far partire la cosidetta ship per Eleanor e Robert, e provare la necessaria tensione fra colpa e desiderio dopo la morte di Nancy, permettendo anche a noi di sentirci “imperfetti”, ma lasciandoci un margine di redenzione.
Al momento, invece, il potenziale sentimento fra i due sopravvissuti ci sembra solo sporco e sgradevole, con un conseguente chissenefrega sulla sorte di questi due viscidoni.

Se questo è un vero e proprio errore di struttura, che impedisce di costruire un giusto sentimento nei confronti dei personaggi (se fossero colpevoli sarebbe troppo telefonata, se fossero innocenti sarebbero comunque odiosi), non è che il resto sia granché meglio.

Proprio nel solco delle Big Little Lies, Imperfect Women vuole raccontarci un gialletto morbosetto in cui la curiosità per scoprire il/i colpevole/i esiste pure, ma in cui nulla, nella sceneggiatura o nella regia, sembra poter andare oltre il compitino.
Banali campi/controcampi nei dialoghi, primi piani sofferti sulle lacrime di Kerry Washington, poca abilità nel creare una chimica (anche sessuale) fra gli interpreti che risulti in qualche modo coinvolgente.
In più, la costante sensazione che l’unica dinamica emozionale della serie sia l’attesa verso una qualche esplosione di rabbia o di indignazione di un personaggio, con un altro che deve mettere ordine, per poi esplodere a sua volta.

E ci sarebbe anche il fatto che ho avuto l’impressione di aver già capito chi è stato, ma non ho alcuna intenzione di dirvelo ed è del tutto probabile che mi stia sbagliando, ma se così non fosse sarebbe un altro elemento fastidioso.

In ultimo, una considerazione di contesto. Voi sapete che a me non piace il binge watching, e sono da sempre felice che piattaforme come Apple TV e HBO MAX lo rifuggano con determinazione.
Allo stesso tempo, mi rendo anche conto che se avessi avuto subito a disposizione tutti gli episodi di Imperfect Women, magari li avrei guardati anche solo per sapere come andava a finire.
Al contrario, aspettare ogni settimana un episodio di una serie che non mi piace granché, non è una bella prospettiva per la salute mentale quotidiana.

Questo potrebbe sembrare un punto a favore del binge watching, ma in realtà solo se siete produttori televisivi. Altrimenti, la dinamica è chiara: il binge watching è niente più che una ciambella di salvataggio per le serie brutte.
E questa massima ve la potete rivendere se volete dare pepe alla prossima serata con gli amici.

Perché seguire Imperfect Women: se vi piaccioni thrillerini facili con qualche faccia importante.
Perché seguire Imperfect Women: di imperfetto non ci sono solo le donne protagoniste, ma pure la sceneggiatura, la regia, le interpretazioni.



CORRELATI