13 Luglio 2022

Le nomination agli Emmy 2022: ma scusate, dov’è This Is Us? di Diego Castelli

C’è molto da imparare sullo stato della televisione, guardando le nomination agli Emmy Awards 2022

Sono uscite le nomination agli Emmy 2022 (che verranno consegnati il prossimo 12 settembre), facciamo qualche commentino come sempre, ma più di altre volte vale la pena scrivere un’introduzione che si concentri su un aspetto fondamentale, di cui abbiamo già discusso.

Se ci seguite con un minimo di assiduità, sapete quanto bene abbiamo parlato dell’ultima stagione di This Is Us, e di come l’abbiamo incoronata come ultimo grande capolavoro della generalista americana.
Ebbene, This Is Us, che pure in passato aveva ricevuto diverse nomination, quest’anno nemmeno compare, e per alcune categorie (come per esempio quella alla miglior attrice) la cosa ha l’amaro sapore dello scandalo.

Al netto però dei gusti e delle tifoserie personali, questa premiazione mette un sigillo effettivamente importante a un processo che va avanti da tempo. Nonostante il presidente dell’Academy abbia esplicitato la difficoltà di scegliere, considerando che il numero di prodotti proposti e candidati dalle varie case di produzione e distribuzione non è mai stato così alto, la generalista americana è sostanzialmente sparita, con l’unica eccezione di Abbott Elementary, la sitcom di ABC considerata da molti la rivelazione generalista della stagione, ma comunque racchiusa in una nicchia quasi solo americana.

Accanto ad altri temi e alle solite classifiche (Succession è la serie che ha ricevuto il maggior numero di candidature, seguita dalle 20 di Ted Lasso e White Lotus; Zendaya è l’attrice più giovane di sempre a ricevere due candidature; ecc ecc), quello che effettivamente salta agli occhi, grazie alla snobbatura di This Is Us, è che siamo ormai in un altro mondo, radicalmente diverso rispetto a quello di venti, ma anche solo dieci anni fa.
La televisione è cambiata, al punto da mettere in dubbio perfino il suo nome, visto che molte serie tv nominate non appartengono tecnicamente al mondo della “televisione”, e quello a cui stiamo assistendo è una lotta senza quartiere fra piattaforme e brand che si combattono a colpi di lobby.

Attenzione, qui non si sta facendo complottismo, nel senso che da sempre, e inevitabilmente, i produttori di film e serie spingono con ogni mezzo possibile perché i propri titoli ricevano le preziose statuette, così utili per il marketing.
Semplicemente, quello che bisogna certificare è la progressiva sparizione della tv generalista americana non solo come produttrice di capolavori (che ormai non produce più), ma anche come forza politica, mediatica, culturale, capace di imporre i propri brand in una cornice che, paradossalmente, è nata per celebrare proprio lei.

Al netto del fatto che la qualità è spesso un affare soggettivo, è difficile sostenere che This Is Us, alla sua ultima stagione, non meritasse più di questo zero. Purtroppo per lei, però, non è una serie di HBO, o di Netflix, o di Apple. E di nuovo, sia detto senza acrimonia, anche perché siamo qui tutti i giorni ad appassionarci alle serie di HBO, Netflix ed Apple.
Semplicemente, quel canto del cigno di cui parlavamo nell’articolo di qualche settimana fa, è stato ulteriormente certificato da queste nomination.
Il mondo è cambiato, toccherà accettarlo e basta.

Ecco qui la lista delle nomination. L’abbiamo rubata a tvblog, e non è completa di tutte le candidature, che stanno sul sito dell’Academy in un pdf di 58 pagine. Non è un numero a caso, sono proprio 58.
Se volete, lo trovate qui.

Noi commentiamo le cose principali.

  • Miglior Serie Drama

Better Call Saul – AMC
Euphoria  – HBO
Ozark – Netflix
Severance – Apple Tv+
Squid Game – Netflix
Stranger Things (stagione 4, Volume 1) – Netflix
Succession – HBO
Yellowjackets – Showtime

Questo sarebbe già un momento buono per lamentarsi per This Is Us, ma ce lo teniamo per dopo. Qui è davvero difficile scegliere, nel senso che l’ultima stagione di Better Call Saul, la seconda di Euphoria, la prima di Severance, Succession, tutta roba meritevole. Anche qui, comunque, avremo una misura della forza politica delle piattaforme, tale per cui al netto dei miei gusti, vedo quasi impossibile la vittoria di una Better Call Saul, mentre molte più chance hanno Squid Game (che sarebbe una vittoria storica per una serie non in inglese), Succession, Severance.
Pistola alla tempia, comunque, dico che la darei a Severance. D’altronde, mica per niente è al primo posto della nostra classifica.

  • Miglior Serie Comedy

Abbott Elementary – ABC
Barry – HBO
Curb Your Enthusiasm – HBO
Hacks – HBO Max
The Marvelous Mrs. Maisel – Prime Video
Only Murders in the Building  – HULU
Ted Lasso – Apple Tv+
What We Do in the Shadows – FX

Anche in questo caso molti titoli che toccano il mio/nostro cuoricino. Forse io vorrei più la vittoria (di nuovo) di Ted Lasso, magari il Villa parteggerebbe più per Only Murders in The Building, ma insomma, in questa categoria la qualità è significativamente alta. E poi c’è Abbott Elementary che, appunto, prova a tenere alta la bandierina della generalista. È una serie certamente meritevole in valori assoluti (io comunque a un certo punto l’ho mollata, quindi non so dirvi se esplode completamente), ma mi sembra che i veri pezzi da novanta stiano altrove.

  • Miglior serie limitata o antologica

Dopesick – HULU
The Dropout – HULU
Inventing Anna  – Netflix
Pam & Tommy – HULU
The White Lotus – HBO

Le miniserie in gara sono di meno, e qui forse è più facile esprimere delle preferenze. Per quanto mi riguarda, Inventing Anna e Pam & Tommy non dovrebbero nemmeno stare in nomination (Staircase migliore di entrambe, per dire), e sarei più propenso a votare Dopesick, che è un bellissimo pugno nello stomaco. The White Lotus però ha fatto incetta di candidature, anche un pochino a sorpresa, a mio giudizio, e quindi è la candidata da battere. Se vincesse, comunque, non mi strapperei i cape… le vesti.

  • Miglior attore protagonista di una serie Drama

Jason Bateman per Ozark
Brian Cox per Succession
Lee Jung-jae per Squid Game
Bob Odenkirk per Better Call Saul
Adam Scott per Severance – Scissione
Jeremy Strong  per Succession

Anche qui c’è la una “prima volta” per Squid Game, con la candidatura di Lee Jung-jae, anche se in questo caso, sarà per nostalgia, spero che vinca Bob Odenkirk. Siamo all’ultima stagione di Better Call Saul, probabilmente la fine del lungo percorso iniziato con Breaking Bad, e Saul Goodman si meritebbe una statuetta.

  • Miglior attrice protagonista di una serie Drama

Jodie Comer per Killing Eve
Laura Linney per  Ozark
Melanie Lynskey per Yellowjackets
Sandra Oh per Killing Eve
Reese Witherspoon per The Morning Show
Zendaya per Euphoria

Questo è il momento della vergogna e del disonore. Il fatto che siano candidate Sandra Oh e Jodie Comer per l’ultima bruttissima stagione di Killing Eve, e non Mandy Moor per This Is Us, è una roba francamente inaccettabile. Detto questo, per me Zendaya non si può e non si deve battere.

  • Miglior attore protagonista di una serie Comedy

Donald Glover per Atlanta
Bill Hader per Barry
Nicholas Hoult per The Great
Steve Martin per Only Murders in the Building
Martin Short per Only Murders in the Building
Jason Sudeikis per Ted Lasso

Qui secondo me è una sfida a tre, per lo meno nel mio cuore: Jason Sudeikis, Martin Short e Steve Martin giganteggiano in una categoria in cui vale la pena accarezzare anche Bill Hader, tralasciando serenamente e senza acrimonia Nicholas Hoult e Donald Glover (poi Atlanta si merita o si meriterebbe ben altri riconoscimenti). Forse vorrei vedere vincere uno dei due protagonisti di Only Murders in the Building solo perché credo farebbero un grande show sul palco.

  • Miglior attrice protagonista di una serie Comedy

Rachel Brosnahan per The Marvelous Mrs. Maisel
Quinta Brunson per Abbott Elementary
Kaley Cuoco per The Flight Attendant
Elle Fanning per The Great
Issa Rae per Insecure
Jean Smart per Hacks

Qualcuno ha fatto notare la mancanza di Selena Gomez per Only Murders in The Builiding. Ecco, ehm… io non vorrei distruggere i sogni di nessuno, ma tocca sottolineare nuovamente che Selena Gomez ha sempre la stessa espressione qualunque sia la scena. E se è vero che in parte si deve alle caratteristiche del suo personaggio, pensare che quell’interpretazione valga una nomination agli Emmy, mah, anche no. Qui non ho particolari preferenze, tifavo per Jean Smart l’anno scorso e ha già vinto, mi sento abbastanza soddisfatto. Forse potrei parteggiare per Elle Fanning, la cui verve è tanto tanto importante per una serie come The Great.

  • Miglior attore protagonista di una serie limitata o antologica

Colin Firth per The Staircase
Andrew Garfield per Under The Bannet of Heaven (In Nome del cielo)
Oscar Isaac per  Scene da un Matrimonio
Michael Keaton per Dopesick
Himesh Patel per Station Eleven
Sebastian Stan per Pam & Tommy

Categoria questa con almeno due vecchi leoni di Hollywood, Michael Keaton e Colin Firth, che certamente meriterebbero considerazione. In generale, mi piacerebbe che The Dropout se ne uscisse con qualche riconoscimento. Qui su Serial Minds abbiamo però sottolineato spesso la bravura di Oscar Isaacs in Scene da un Matrimonio, quindi forse voterei per lui.

  • Miglior attrice protagonista di una serie limitata o antologica

Toni Collette per The Staircase
Julia Garner per Inventing Anna
Lily James per Pam & Tommy
Sarah Paulson per Impeachment: American Crime Story
Margaret Qually per Maid
Amanda Seyfried per The Dropout

Abbiamo appena parlato bene di Oscar Isaacs, e in questo caso sì che la mancanza della sua co-protagonista Jessica Chastain si sente eccome. Chi poteva farle posto? Ma l’inutile Julia Garner di Inventing Anna, naturalmente! Comunque io la statuetta la do a Margaret Qually di Maid, senza alcun dubbio.

  • Miglior attore non protagonista in una serie Drama

Nicholas Braun, Succession
Billy Crudup, The Morning Show
Kieran Culkin, Succession
Park Hae-soo, Squid Game
Matthew Macfadyen, Succession
John Turturro, Severance-Scissione
Christopher Walken, Severance- Scissione
Oh Yeong-su, Squid Game

Ora, qui si potrebbero fare diverse considerazioni, ma credo sia davvero giunto il momento che a vincere la statuetta e salire sul palco sia il fratello di Kevin McCallister, ovvero Kieran Culkin. Vederlo lì sopra mi farebbe un effetto piacevolmente straniante…

  • Miglior attrice non protagonista in una serie Drama

Patricia Arquette, Severance-Scissione
Julia Garner, Ozark
Jung Ho-yeon, Squid Game
Christina Ricci, Yellowjackets
Rhea Seehorn, Better Call Saul
J. Smith-Cameron, Succession
Sarah Snook, Succession
Sydney Sweeney, Euphoria

Ecco, già se l’Emmy lo si volesse dare a Julia Garner per Ozark, avrei meno da dire. In ogni caso, però, vale la pena sottolineare come Sydney Sweeney abbia due nomination come attrice non protagonista, per Euphoria e per White Lotus. E siccome se la merita più per Euphoria, spero vinca qui.

  • Miglior attore non protagonista in una serie Comedy

Anthony Carrigan, Barry
Brett Goldstein, Ted Lasso
Toheeb Jimoh, Ted Lasso
Nick Mohammed, Ted Lasso
Tony Shalhoub, The Marvelous Mrs. Maisel
Tyler James Williams, Abbott Elementary
Henry Winkler, Barry
Bowen Yang, Saturday Night Live

Tre candidature per Ted Lasso, e capisco che Brett Goldstein l’abbia già vinto l’anno scorso, ma io non avrei alcun problema a vederlo trionfare nuovamente. In alternativa, mi va bene anche Henry Winkler, perché comunque è Fonzie, dai.

  • Migliore attrice non protagonista in una serie Comedy

Alex Borstein, The Marvelous Mrs. Maisel
Hannah Einbinder, Hacks
Janelle James, Abbott Elementary
Kate McKinnon, Saturday Night Live
Sarah Niles, Ted Lasso
Sheryl Lee Ralph, Abbott Elementary
Juno Temple, Ted Lasso
Hannah Waddingham, Ted Lasso

Anche qui, come l’anno scorso, Ted Lasso arriva un po’ dappertutto, e già aveva vinto nella passata cerimonia. Qui ho meno l’ansia che rivinca per forza, e forse lo darei ad Hannah Einbinder di Hacks.

  • Miglior attore non protagonista in una serie limitata, antologica o film-tv

Murray Bartlett per The White Lotus
Jake Lacy per The White Lotus
Will Poulter per Dopesick
Seth Rogen per Pam & Tommy
Peter Sarsgaard per Dopesick
Michael Stuhlbarg per Dopesick
Steve Zahn per The White Lotus

Una categoria che rappresenta una sfida a due fra Dopesick e White Lotus, effettivamente piene di personaggi secondari di grande carisma, con l’unica eccezione rappresentata da Seth Rogen di Pam & Tommy. Io forse farei vincere Murray Bartlett, che in White Lotus interpreta il direttore del resort, uno dei personaggi meglio riusciti della serie e perfetto collante fra tutte le sottostorie.

  • Migliore attrice non protagonista in una serie limitata, antologica o film-tv

Connie Britton per The White Lotus
Jennifer Coolidge per The White Lotus
Alexandra Daddario per The White Lotus
Kaitlyn Dever per Dopesick
Natasha Rothwell per The White Lotus
Sydney Sweeney per The White Lotus
Mare Winningham per Dopesick

Se con i migliori attori non protagonisti avevamo una sfida a due con una eccezione, qui non c’è nemmeno l’eccezione. Solo White Lotus e Dopesick. E siccome prima ho dato il mio cippino a White Lotus, stavolta lo do a Dopesick: per me Kaitlyn Dever merita la statuetta fosse anche solo per la scena di crisi di astinenza che è una roba che ti si pianta nello stomaco e non lo lascia più per mesi.

  • Miglior serie animata

Arcane – Netflix
Bob’s Burgers – FOX
Rick and Morty – Adult Swim
I Simpson – Fox
What If…? Disney+

Direi che al momento della sua uscita ci eravamo spesi a sufficienza per Arcane, per non darle la nostra ipotetica statuetta. Non solo una serie scritta benissimo, ma che dal punto di vista prettamente tecnico e stilistico ha fatto vedere cose che sul piccolo schermo non avevamo praticamente mai visto. Consigliatissima.

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