13 Luglio 2021

Emmy Awards 2021: le nomination (e i nostri commenti) di Diego Castelli

Ecco tutte le nomination per gli Emmy Awards 2021, condite con i nostri pareri entusiasti, sognanti, sospettosi e del tutto indignati

Madonna come passa il tempo.
Anzi, non credo esista qualcosa che faccia percepire in modo più chiaro il correre forsennato dei giorni, mesi e anni, come i premi televisivi e cinematografici: ogni volta che fanno capolino sui siti internazionali, il primo commento è sempre “ma come, di già??”. Che di solito è un pensiero sotto il quale ce n’è uno più profondo, formulato solitamente con frasi tipo “e io quest’anno non ho combinato niente”, oppure “mi ero ripromesso di diventare ricco, e invece”, oppure ancora “avevo detto che avrei cambiato l’arredamento, e invece è da marzo che non sposto dal tavolino quella confezione vuota di patatine”.
Com’è, come non è, è di nuovo tempo di nomination agli Emmy Awards, e per quanto in termini numerici a farla da padroni siano serie che amiamo come The Crown, The Handmaid’s Tale e Ted Lasso, ci sono anche esempi di cose che fanno un filino accapponare la pelle.
Ma andiamo con ordine, grazie a questo bell’elenchino copiato dall’Hollwood Reporter, a cui nemmeno ho cambiato i nomi delle categorie per italianizzarle. Dai, tanto si capisce.
Ah, ultima cosa: per tradizione si commenta quello che c’è, più che quello che avrebbe potuto esserci.

Drama Series
The Boys (Amazon)
Bridgerton (Netflix)
The Crown (Netflix)
The Handmaid’s Tale (Hulu)
Lovecraft Country (HBO)
The Mandalorian (Disney+)
Pose (FX)
This Is Us (NBC)

Ed ecco che l’indignazione è subito servita. Per carità, sono quasi tutte serie meritevoli di attenzione e stima, e sono anche molto felice che ci sia l’ultima stagione di Pose.
Però qui c’è anche la macchia indelebile: cosa diavolo ci fa Bridgerton in questo elenco? Non mi interessa se vi siete divertite/i, anche io mi divertivo con Gossip Girl, ma mica volevo che la candidassero agli Emmy. E per carità, che la fama e i soldi dei produttori contino, si è sempre saputo e l’abbiamo sempre accettato, ma quando le cose diventano così pacchiane… Bridgerton non merita di stare in questa lista, e ci sta sia per il potere contrattuale di Netflix (se possiamo dire così) sia naturalmente per una questione politica legata al suo essere una serie che spinge sul pedale dell’inclusività in un modo tutto suo. Un modo che ha fatto parlare, che tutto sommato ha pure senso, ma che non può bastare per spingere lo show nel gotha delle migliori serie dell’anno. E a voler essere pignoli, anche Lovecraft Country mi sembra un po’ tiratina, come scelta, anche qui si sente puzza di moralismo. Però almeno ha delle invenzioni visive, spinge sull’acceleratore, non so come dire. Invece Bridgerton
Se volete la mia, comunque, la darei a The Boys, di cui ho adorato anche la seconda stagione. In alternativa The Crown, perché una serie che con la quarta stagione fa meglio che con la seconda e la terza, non è cosa che si veda tutti i giorni.



Lead Actress, Drama
Uzo Aduba, In Treatment (HBO)
Olivia Colman, The Crown (Netflix)
Emma Corrin, The Crown (Netflix)
Elisabeth Moss, The Handmaid’s Tale (Hulu)
Mj Rodriguez, Pose (FX)
Jurnee Smollett, Lovecraft Country (HBO)

Legato a questa categoria c’è un evento storico mai accaduto prima, cioè la nomination di un’attrice transgender al premio come migliore attrice protagonista. Parliamo di Mj Rodriguez di Pose, naturalmente, che non saprei dire se sia davvero la migliore lì dentro, ma considerando che se la gioca soprattutto con BIlly Porter, che è candidato come migliore attore, direi che va benissimo così. Io però, a parte qualunque considerazione che prescinda dalla bravura attoriale in sé e per sé, non darei a lei la statuetta, preferirei Emma Corrin di The Crown e Elisabeth Moss, che a volte diventa un po’ macchietta di se stessa, ma è tuttora un’attrice di intensità totale e assoluta.

Lead Actor, Drama
Sterling K. Brown, This Is Us (NBC)
Jonathan Majors, Lovecraft Country (HBO)
Josh O’Connor, The Crown (Netflix)
Rege-Jean Page, Bridgerton (Netflix)
Billy Porter, Pose (FX)
Matthew Rhys, Perry Mason (HBO)

Anche qui secondo me The Crown ha molto da dire, perché il Charles di Josh O’Connor è insieme odioso e patatone proprio perché lui riesce a renderlo così. Sono contento, come detto, per Billy Porter, e come sempre godo nel vedere candidato Sterling K. Brown, pure se lo candidassero al premio per la miglior piadina con squacquerone e rucola. Dovendo dare un mio favorito, comunque, ribadisco O’Connor.
Inutile dire che la nomination di Rege-Jean Page di Bridgerton è ancora una volta quasi scandalosa. Dico “quasi” perché se tu prendi uno e gli chiedi di fare il bellone fascinone, e quello ce la fa al punto che c’è mezzo pianeta che gli sbava dietro, evidentemente è perché è capace. Allo stesso tempo, non si può candidare agli Emmy un attore che ha una sola espressione, quale che sia la scena che sta girando.

Supporting Actress, Drama
Gillian Anderson, The Crown (Netflix)
Helena Bonham Carter, The Crown (Netflix)
Emerald Fennell, The Crown (Netflix)
Madeline Brewer, The Handmaid’s Tale (Hulu)
Ann Dowd, The Handmaid’s Tale (Hulu)
Yvonne Strahovski, The Handmaid’s Tale (Hulu)
Samira Wiley, The Handmaid’s Tale (Hulu)
Aunjanue Ellis, Lovecraft Country (HBO)

Senza girarci troppo intorno, io qui il premio lo darei a Gillian Anderson, e lo dico sapendo che c’è una quota nemmeno piccola di persone che ritiene la sua Margaret Thatcher troppo forzata, quasi caricaturale. Ma secondo me, invece, è stata capace di darle anche tutte le sfumature richieste da una storia che non vedeva in lei solo la Lady di Ferro, ma una donna di potere da affiancare all’unica altra donna di potere di quel mondo, cioè la regina. Per il resto, bisogna dire che tutte le candidate si sono comportate benissimo, e di fatto è una lotta senza esclusione di colpi fra The Crown e The Handmaid’s Tale. Con in più l’infiltrata di Lovecraft Country che, lo ripeto, non credo meritasse tutte queste nomination.

Supporting Actor, Drama
Tobias Menzies, The Crown (Netflix)
O-T Fagbenle, The Handmaid’s Tale (Hulu)
Max Minghella, The Handmaid’s Tale (Hulu)
Bradley Whitford, The Handmaid’s Tale (Hulu)
Michael K. Williams, Lovecraft Country (HBO)
Giancarlo Esposito, The Mandalorian (Disney+)
John Lithgow, Perry Mason (HBO)
Chris Sullivan, This Is Us (NBC)

Che una serie come The Handmaid’s Tale, che è uno show dichiaratamente e orgogliosamente al femminile, riesca a piazzare anche tre attori fra le nomination per i non protagonisti, la dice lunga sull’importanza della recitazione in un prodotto che, per altri versi, sembrerebbe legato soprattutto alla storia e alla messa in scena in senso geometrico e pittorico. In tutto questo, però, senza avere una preferenza nettissima in questo gruppo, io lo darei a Chris Sullivan di This Is Us.

Comedy Series
Black-ish (ABC)
Cobra Kai (Netflix)
Emily in Paris (Netflix)
Hacks (HBO Max)
The Flight Attendant (HBO Max)
The Kominsky Method (Netflix)
Pen15 (Hulu)
Ted Lasso (Apple TV+)

Se non faccio male i conti, Ted Lasso è la comedy con più candidature (ben 14), e forse è ormai inutile che vi dica che per noi può vincere serenamente tutto, e saremmo contenti. Ma soprattutto il premio come miglior comedy, perché per quanto ci sia qualche avversaria agguerrita (su tutte forse The Kominsky Method, ma anche Hacks), nessuna si avvicina alla gioia che ci ha procurato Ted Lasso.
E anche qui, come per la categoria miglior drama, possiamo indignarci: la presenza di Emily in Paris è semplicemente scandalosa, e se qualcuno mi chiedesse “quale altra serie avresti messo al suo posto”, la risposta è “una qualunque”.

Lead Actress, Comedy
Aidy Bryant, Shrill
Kaley Cuoco, The Flight Attendant (HBO Max)
Allison Janney, Mom (CBS)
Tracee Ellis Ross, Black-ish (ABC)
Jean Smart, Hacks (HBO Max)

Detto che Allison Janney è sempre un’avversaria tostissima, a mio gusto quest’anno il premio deve andare a Jean Smart, che con Hacks è finalmente arrivata al ruolo di protagonista che meritava da tempo. Ma non mi stupirei nemmeno se ci fosse un exploit di Kaley Cuoco, che per carità, fa sempre più o meno lo stesso personaggio, però lo fa bene.

Lead Actor, Comedy
Anthony Anderson, Black-ish (ABC)
Michael Douglas, The Kominsky Method (Netflix)
William H. Macy, Shameless (Showtime)
Jason Sudeikis, Ted Lasso (Apple TV+)
Kenan Thompson, Kenan (NBC)

Eh vabbè, dai la statuetta a Ted Lasso (in corsivo in quanto serie), e non la dai a Ted Lasso (in stampatello in quanto attore)? Dita incrociate per Jason Sudeikis, anche se William H. Macy alla sua ultima stagione nei panni di Frank Gallagher in Shameless potrebbe guadagnare qualche posizione anche solo per questo. Discorso non tanto diverso per Michael Douglas.

Supporting Actress, Comedy
Rosie Perez, The Flight Attendant (HBO Max)
Hannah Einbinder, Hacks (HBO Max)
Aidy Bryant, Saturday Night Live (NBC)
Kate McKinnon, Saturday Night Live (NBC)
Cecily Strong, Saturday Night Live (NBC)
Juno Temple, Ted Lasso (Apple TV+)
Hannah Waddingham, Ted Lasso (Apple TV+)

Qui ci becchiamo quella solita cosa buffa per cui ci sono candidati attori e attrici del Saturday Night Live, che a casa mia non è esattamente una serie tv, ma pazienza, gli piace così. Due candidature per Ted Lasso, e io premierei Juno Temple.

Supporting Actor, Comedy
Carl Clemons-Hopkins, Hacks (HBO Max)
Paul Reiser, The Kominsky Method (Netflix)
Kenan Thompson, Saturday Night Live (NBC)
Bowen Yang, Saturday Night Live (NBC)
Brett Goldstein, Ted Lasso (Apple TV+)
Brendan Hunt, Ted Lasso (Apple TV+)
Nick Mohammed, Ted Lasso (Apple TV+)
Jeremy Swift, Ted Lasso (Apple TV+)

Qui la candidature per Ted Lasso sono addirittura quattro, e se vincesse Nick Mohammed sarei felicissimo anche perché vorrei vedere se, andando a ritirare il premio, sarebbe patatone come nella serie. Non mi sembra che oltre Ted Lasso ci sia grande partita, a parte forse Paul Reiser.

Limited Series
I May Destroy You (HBO)
Mare of Easttown (HBO)
The Queen’s Gambit (Netflix)
The Underground Railroad (Amazon)
WandaVision (Disney+)

La categoria miniserie è un tripudio di qualità praticamente senza eccezioni. A prescindere dalla fama raggiunta a livello internazionale, sono tutti prodotti capaci di lasciare un segno e di far spalancare gli occhi. Forse solo The Underground Railroad è rimasta qualche passo indietro nella percezione collettiva, ma sul resto non saprei veramente cosa scegliere. I May Destroy You è un gioiello ancora poco conosciuto, e meriterebbe solo per farsi vedere di più. WandaVision è una tacca fondamentale del Marvel Cinematic Universe, soprattutto nella capacità di inventare cose che ormai i film non inventano più. Mare of Easttown è una serie tutto sommato abbastanza classica, ma semplicemente eccellente in tutte le sue componenti, e The Queen’s Gambit è uno dei fenomeni riconosciuti del 2020. Boh, non saprei. Forse lo darei effettivamente a I May Destroy You che mette insieme un messaggio importante con una qualità di scrittura e messa in scena strepitosa.

Lead Actress, Limited Series, Movie or Anthology
Michaela Coel (I May Destroy You)
Cynthia Erivo (Genius: Aretha)
Elizabeth Olsen (WandaVision)
Anya Taylor-Joy (The Queen’s Gambit)
Kate Winslet (Mare of Easttown)

Ovviamente la categoria per le migliori attrici in una miniserie è un po’ la conseguenza delle nomination agli show che le contengono, anche perché sono quasi tutti molto femminili. Qui però secondo me di partita ce n’è meno: Kate Winslet dà i metri a tutte.

Lead Actor, Limited Series, Movie or Anthology
Paul Bettany (WandaVision)
Hugh Grant (The Undoing)
Ewan McGregor (Halston)
Lin-Manuel Miranda (Hamilton)
Leslie Odom, Jr. (Hamilton)

Io qui non ho dubbi, e lo sapete da tempo: il lavoro fatto di Hugh Grant in The Undoing è fantastico perché gioca non solo col suo personaggio, ma anche con quello che potremmo definire il “brand” Hugh Grant, che viene preso e usato come strumento di affabulazione e inganno per gli spettatori. Un lavorone che secondo me va premiato senza alcun dubbio.

Supporting Actress, Limited Series, Movie or Anthology
Renée Elise Goldsberry, Hamilton (Disney+)
Phillipa Soo, Hamilton (Disney+)
Julianne Nicholson, Mare of Easttown (HBO)
Jean Smart, Mare of Easttown (HBO)
Moses Ingram, The Queen’s Gambit (Netflix)
Kathryn Hahn, WandaVision (Disney+)

Devo ammettere che l’idea che Jean Smart vinca due premi, uno per la migliore attrice protagonista e uno per la non protagonista, mi stuzzica parecchio. Però se devo cercare di essere più obiettivo (parola senza alcun significato, naturalmente), resto su Mare of Easttown e voto Julianne Nicholson, che nei panni della madre distrutta da 800 sfighe fa venire davvero i brividi. In queste categorie comunque c’è anche Hamilton, che non è una serie ma un tv movie e che in America ha spaccato tutto, non escludo che i premi finiscano lì.

Supporting Actor, Limited Series, Movie or Anthology
Daveed Diggs, Hamilton (Disney+)
Jonathan Groff, Hamilton (Disney+)
Lin-Manuel Miranda, Hamilton (Disney+)
Anthony Ramos, Hamilton (Disney+)
Paapa Essiedu, I May Destroy You (HBO)
Evan Peters, Mare of Easttown (HBO)
Thomas Brodie-Sangster, The Queen’s Gambit (Netflix)

Un sacco di nomination per Hamilton, ma se devo rimanere in ambito seriale allora forse voto il nostro buon vecchio Evan Peters, perfetto contraltare di Kate Winslet in Mare of Easttown.

Guest Actor, Comedy
Morgan Freeman, The Kominsky Method (Netflix)
Daniel Kaluuya, Saturday Night Live (NBC)
Alec Baldwin, Saturday Night Live (NBC)
Dave Chappelle, Saturday Night Live (NBC)
Dan Levy, Saturday Night Live (NBC)

Certo che se devo dire la mia in una categoria in cui tutte le nomination tranne una appartengono a un programma che non ritengo essere una serie tv, cosa mai potrei votare, secondo voi?

Guest Actor, Drama
Charles Dance, The Crown (Netflix)
Don Cheadle, The Falcon and the Winter Soldier (Disney+)
Courtney B. Vance, Lovecraft Country (HBO)
Carl Weathers, The Mandalorian (Disney+)
Timothy Olyphant, The Mandalorian (Disney+)

Io qui ho due preferenze: Charles Dance e Timothy Olyphant. Ma se mi devo sbilanciare dico Olyphant, non fosse altro perché la sua apparizione in The Mandalorian ci ha ricordato le atmosfere western di Deadwood. E poi perché un Emmy a The Mandalorian lo vorrei.

Guest Actress, Comedy
Yvette Nicole Brown, A Black Lady Sketch Show (HBO)
Issa Rae, A Black Lady Sketch Show (HBO)
Jane Adams, Hacks (HBO Max)
Kristen Wiig, Saturday Night Live (NBC)
Maya Rudolph, Saturday Night Live (NBC)
Bernadette Peters, Zoey’s Extraordinary Playlist (NBC)

Non ho visto tutto di questa categoria, ma quando qualcuno candida Jane Adams, io lo darei sempre a lei.

Guest Actress, Drama
Claire Foy, The Crown (Netflix)
McKenna Grace, The Handmaid’s Tale (Hulu)
Alexis Bledel, The Handmaid’s Tale (Hulu)
Sophie Okonedo, Ratched (Netflix)
Phylicia Rashad, This Is Us (NBC)

Mi fa strano che Alexis Bledel sia candidata come miglior guest per The Handmaid’s Tale, nella misura in cui mi sembra che il suo tempo a schermo non sia stato così basso da farla “scendere” dalla categoria miglior attrice non protagonista. Però ammetto che non conosco il dettaglio del meccanismo. Detto questo, io la statuetta la darei a Phylicia Rashad che in This Is Us interpreta benissimo la madre cagacazzo (ma con un suo spessore e possibilità di evoluzione) di Beth.



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