15 Ottobre 2010

Serial Re-Minds di La Redazione di Serial Minds

24 nuove serie. Un tweet per tutte, tutte in un post.

Bisognava fare un po’ di ordine.
L’abbiamo fatto.
Ecco tutte le serie partite da settembre, presentate nei 140 caratteri di un tweet.

Hanno scritto Diego Castelli (dc), Stefano Fanti (sf), Andrea Palla (ap) e Marco Villa (mv)



BETTER WITH YOU
Sitcom sui rapporti di coppia a diversi stadi della relazione. Battutine belline tra sorelle, fidanzati e genitori. Simpatica ma prescindibile. (dc)

BOARDWALK EMPIRE
Tanti soldi, tanto impegno e un ampio respiro. Complicata e potente come solo HBO sa essere. Almeno il pilot va visto, per forza! (dc)
Esattamente quello che ci si attendeva dal prodotto dei fattori Scorsese-Buscemi-HBO. Grande eleganza e piacere visivo. In attesa del botto. (mv)

BLUE BLOODS
Insolito poliziesco/drama familiare con Tom Selleck. Sorprende per qualità della messa in scena e intensità narrativa. Consigliato. (dc)

CHASE
Catturiamo i cattivi in fuga. Concept semplice, pochi soldi da spendere, un po’ di country music. Si può fare peggio. Anche meglio, però… (dc)

DETROIT 1-8-7
Stile ruvido e personaggi interessanti. Certo, niente di nuovo sotto il sole del crime, ma un prodotto valido ha sempre il suo perché. (mv)

HAWAII FIVE-0
Tamarrata epocale. Tanta azione, battute maschie e ragazze in bikini. Da vedere in calzini bucati, possibilmente ruttando. (dc)

HELLCATS
Gente che salta, ormoni che scoppiano, musica gggiovane, adolescenti che si odiano ma poi si lovvano. Inguardabile. (mv)

LAW & ORDER LOS ANGELES
Ennesima incarnazione del fortunato franchise. Precisino, ma poche emozioni vere. Per mamme, papà e soprattutto nonni. (dc)

LONE STAR
Petrolio, truffe (amorose e non solo) e Texas in salsa ultra patinata non funzionano. Lone Star chiude subito i battenti. Meno uno per Fox. (sf)

MIKE & MOLLY
Ma è permesso fare le battute sui fidanzatini in sovrappeso? Sì sì, basta un poco di zucchero! (dc)

MY GENERATION
Il finto documentario con intensità da drama è potente, ben costruito e ottimamente recitato. E ha fatto ascolti assai bassi, uffa… (dc)
Poteva essere la rivelazione, poteva essere la rivoluzione. Ci restano in mano due episodi di alto livello e un bel po’ di incazzatura. (mv)

NIKITA
Il remake/sequel dell’ormai notissimo concept è discreto, ma un po’ troppo adolescenziale. Detto da uno che vede ancora Smallville… (dc)

NO ORDINARY FAMILY
Oh ragazzi, se ci sono i superpoteri di mezzo, io mi esalto. E quindi No ordinary family mi piace. Anche se copiare Gli Incredibili così spudoratamente non è bello… (dc)
Perché in fondo i veri supereroi di oggi sono i bravi genitori!  Se questa frase non vi nausea, è la serie per voi. E per il Moige. (mv)
C’è gli Incredibili, c’è Heroes, e c’è Michael Chiklis. E salta molto in alto. Vedremo se non farà la fine di Icaro. (ap)

OUTLAW
Jimmy Smits ci prova con una serie avvocatizia che ha ben poco da dire, e non lo dirà ancora per molto. Poche novità e sviluppo noiosetto. (dc)

OUTSOURCED
La grossa grassa delocalizzazione in India. Stereotipi a strafottere, battute banali, pretese di raccontare il mondo. Avanti un altro. (mv)

RAISING HOPE
Dal creatore di My Name Is Earl, nuova comedy con gente folle che alleva una bambina. Scarica, guarda, ama. (dc)
Un pilot che oscilla tra il bello e il meraviglioso, trovate geniali, battute idiote, personaggi improbabili. Ce n’è per tutti. (mv)

ROOKIE BLUE
Poliziotti freschi di accademia imparano la dura legge della strada, e nel frattempo limonano. Carino, ma non devastante. (dc)

RUNNING WILDE
Giudizio in sospensione per una serie che alterna genialate importanti a improvvise facilonerie. E devo ancora decidere se posso sopportare o no il protagonista. (dc)
Può un solo stupidissimo personaggio reggere un’intera serie? Per ora sì, pur con qualche affanno. Ma la strada è in salita. (mv)

SHIT MY DAD SAYS!
La sitcom (teoricamente) cattivella con William Shatner non sorprende più di tanto, ma ammetto che mi ha strappato più di un sorriso idiota… (dc)
Direttamente dal web 2.0 la sitcom più vecchia dell’anno. Poche battute, ritmo bassissimo, scarso divertimento. Ovviamente, grande successo. (mv)
Twitter declinato in tv. Battutine taglienti e cattiveria familiare all’epoca della sitcom che parte dalla vita vera. (ap)

TERRIERS
Detective della domenica, un po’ sudici e trasandati ma in fondo simpatici e talentuosi. Interessante, pur senza picchi. (dc)

THE BIG C
Una serie che non ha paura di affrontare un tema maledettamente serio con lucida ironia. Divertente ma profonda. Davvero niente male. (dc)
Esorcizzare la malattia come primo passo per sconfiggerla. Sospesa tra risata e lacrimuccia, con una grande Laura Linney. (mv)

THE EVENT
L’aspirante erede di Lost, ugualmente misterioso ma molto, molto più terra-terra. Niente di epocale, ma per ora regge. (dc)
La serie con la più alta densità di flashback per minuto quadrato. Fin dal pilot a un passo dal compiere il salto dello squalo. (mv)

THE WHOLE TRUTH
Finalmente un tentativo di svecchiare il genere legal con un approccio davvero nuovo. Ovviamente è andato male. Sarà per la prossima volta… (dc)
Una serie legal che non vuole scoprire la verità. Decisamente cinica, molto ben fatta. Praticamente condannata a morte. Non c’è giustizia. (mv)

UNDERCOVERS
I Brangelina di colore suonano troppo banali per essere un prodotto di JJ Abrams. Qui e là ci si diverte anche, ma siamo stati abituati troppo bene per non essere un po’ delusi… (dc)
Protagonisti annacquati e politicamente corretti. Storie insapori e di un patinato da voltastomaco. Vince il premio di esordio più inutile. (mv)
Spie che sembrano uscite da un rotocalco rosa. Una serie che se non la producevano non ne avremmo sentito la mancanza. (ap)



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